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Le streghe son tornate - Capitolo XXXVIII

Anche più radicale politicamente è il gruppo “Pane e rose”, che prende il nome da un’antica canzone operaia e richiede alle sue militanti un impegno totale. Invece più fantasioso e specificamente femminista, è WITCH, termine che vuol dire strega e che si compone con le iniziali di Women’s International Terrorist Conspiracy from Hell. Questo gruppo così si definisce liricamente nel suo manifesto: “WITCH è tutte le donne: è teatro, rivoluzione, magia, terrore, gioia.

È coscienza che le streghe e le zingare furono le prime combattenti e guerrigliere contro l’oppressione attraverso i secoli. Le streghe sono sempre state donne stimolanti, coraggiose, aggressive, intelligenti, anticonformiste, curiose, indipendenti, sessualmente libere, rivoluzionarie. (Questo spiega, forse, perché nove milioni di loro sono state bruciate vive.) Le streghe furono le prime a praticare il controllo delle nascite e l’aborto, le prime alchimiste; non s’inchinavano davanti ad alcun uomo, erano le sole a sopravvivere alla più antica cultura, quella in cui uomini e donne si dividevano equamente gli incarichi in una società realmente cooperativa, prima che la repressione psicologica, economica, sessuale della società fallocratica non avesse il sopravvento, distruggendo la natura e la società umana. WITCH vive e ride in ogni donna, è la parte libera di ciascuna di noi, Sotto i sorrisi timidi e l’abdicazione davanti all’assurda dominazione maschile, sotto il trucco e l’abbigliamento ridicolo, imposti dalla nostra società malata. Non si diventa membro di WITCH: se sei una donna e sai guardare in te stessa, tu sei una WITCH...”.
Questo gruppo si divideva in tanti nuclei che agivano nelle varie città, compiendo delle azioni dimostrative contro quelle istituzioni di carattere culturale o economico che controllano la vita della donna, facendone esclusivamente una “consumatrice”. A New York provocò grande scalpore l’attacco a “Bridal Fair”, industria dei regali di nozze e di tutti i prodotti collegati con il matrimonio. Quindi Chicago e altri centri urbani seguirono l’esempio, fracassando le vetrine dei negozi in cui troneggiavano abiti da sposa e fiori d’arancio. Poi fu attaccata la “United Fruit”, accusata di rubare ai poveri i frutti che raccoglievano, e di aver fomentato delle controrivoluzioni nell’America Latina con l’aiuto della CIA: lo slogan “banane e fucili, zucchero e morte “ coniato dalle WITCH, divenne ben presto popolare anche tra le aderenti di altri gruppi.
Dunque, anche nei suoi aspetti più fantasiosi, il movimento di liberazione della donna non manca mai di una coscienza politica, prendendo posizione a favore della libera autodeterminazione dei popoli e contro la guerra, coerentemente alle lotte che conduce per la piena realizzazione delle potenzialità femminili e contro l’oppressione maschile. Questo aiuta a capire anche il gruppo BITCH (da non confondere con WITCH), che afferma l’immagine della donna aggressiva e decisa nel rivendicare i suoi diritti, contro l’immagine della sposina dolce e sottomessa che vive in funzione dell’uomo. Allo stesso modo va compresa anche l’alleanza con gli omosessuali, che rivendicano la loro libertà di scelta, e la nascita di gruppi femministi di lesbiche, che non intendono più nascondersi o vergognarsi della loro sessualità “diversa”.
Per tre o quattro anni i “gruppi” hanno prolificato negli Stati Uniti, diventando migliaia e decine di migliaia. Poi alcuni si sono sciolti, altri si sono trasformati in associazioni in cui ha prevalso la linea moderata. Ma la cosa realmente importante è il cambiamento verificatosi nella consapevolezza che ha di sé la donna americana: ora essa sa di non essere una “matriarca”, e che la sua “felicità” è poco più di una trovata pubblicitaria.
Il N.O.W., fondato da Betty Friedan, è diventato un’associazione molto potente e lotta con successo perché le donne possano accedere ai posti in cui si prendono le decisioni. Inoltre sono sorte banche con capitale e personale esclusivamente femminile, cliniche in cui le pazienti sono curate solo da dottoresse e infermiere, centri di assistenza legale o sanitaria gestiti da donne, riviste dirette e redatte soltanto da giornaliste. Un’opera di penetrazione a tutti i livelli si sta svolgendo nella società americana, e indubbiamente questo porterà, nel giro di alcuni anni, a una più equa divisione dei posti di potere fra uomini e donne. Tuttavia lo scopo finale del femminismo non è questo, poiché tutto ciò non basta a cambiare la società: come avevano previsto i gruppi più radicali, è necessario affermare dei nuovi valori, dei nuovi modelli culturali e punti di riferimento. In altre parole, le donne debbono dare un contributo originale alla costruzione di una società nuova, e quindi, invece di cercare di adeguarsi ai vecchi schemi imposti dall’uomo, dovranno sforzarsi di fornire una risposta adeguata alle più autentiche esigenze dell’essere umano.

L'avventurosa storia del femminismo di Gabriella Parca
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Milano - Prima edizione Collana Aperta maggio 1976
Seconda Edizione Oscar Mondadori marzo 1981
Copyright by Gabriella Parca - Terza Edizione - www.cpdonna.it 2005