Nel paese dello zio Tom - Capitolo VII Stampa
Intanto anche nel Sud le donne si erano svegliate. Prima della guerra civile, lavoravano solo le "nere", nelle grandi piantagioni o presso le famiglie dei ricchi padroni bianchi. Dopo, invece, anche ragazze di pelle bianchissima dovettero uscire di casa e cercarsi un lavoro, poiché l'intera economia del Sud era stata sconvolta: cominciava infatti ad arrivare l'industria, dove l'agricoltura basata sulla schiavitù aveva prima esteso il suo impero incontrastato. Anche se il lavoro, da solo, non basta per rendere libera la donna, è indubbiamente una condizione importante, indispensabile per la sua emancipazione, o anche solo per farle desiderare di emanciparsi. Quindi anche nel Sud cominciarono a circolare le nuove idee femministe, nonostante gli uomini le vedessero con molto sospetto, misto a una sincera incredulità.
Nel New Jersey, la Costituzione non vietava espressamente alle donne di votare. Perciò alle elezioni del Presidente, che si svolsero nel 1868, un gruppo di 172 appartenenti al gentil sesso, tra cui quattro "nere", si recò alle urne. Fu lo scandalo: si gridò alla perversione dei sessi, alla rovina della famiglia - come ogni volta che le donne reclamano un loro diritto - e naturalmente quei voti non furono conteggiati. Ma ben presto l'esempio fu imitato negli altri stati dell'Unione, e divenne anzi un punto d'onore compiere il "dovere di elettrice", anche se le autorità cercavano in tutti i modi di impedirlo.
Fu così che le femministe uscirono allo scoperto, seguendo una nuova tattica nella loro lotta. Mentre prima si riunivano nei congressi, ora cominciarono a manifestare nelle piazze, a intervenire ovunque si svolgesse qualche celebrazione pubblica. Nel 1876 affluirono in massa all'Esposizione di Filadelfia, facendo del loro meglio per farsi notare, e il maggior successo lo ottennero durante i festeggiamenti per l'imperatore del Brasile. Inutilmente avevano chiesto di poter leggere una "dichiarazione" nel corso della cerimonia ufficiale, anzi non erano riuscite neanche ad avere i biglietti per assistere alla manifestazione. Ma l'inesauribile Miss Anthony ebbe un'idea: mentre il comitato d'onore si apprestava a pronunciare il discorso di benvenuto, si vide arrivare una fanfara di cinque donne, che salite sul podio e inchinatesi alle autorità, cominciarono a lanciare volantini, mentre Miss Anthony che era alla loro testa leggeva con voce stentorea la famosa dichiarazione. Tutto si svolse in modo così rapido e inaspettato, che fu impossibile prendere delle "contromisure", e per molti giorni non si parlò d’altro. Le femministe divennero famose per le stravaganze a cui erano costrette, ma anche per la tenacia con cui cercavano di far valere le loro ragioni.
Un'altra prova di questa straordinaria tenacia si ebbe con un emendamento in favore del suffragio femminile, che fu riproposto per vent'anni a ogni legislatura. Fu chiamato "emendamento Anthony", dal nome di colei che l'aveva ispirato, e fu presentato da un senatore californiano che aveva fatto sua la causa delle donne.

L'avventurosa storia del femminismo di Gabriella Parca
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Milano - Prima edizione Collana Aperta maggio 1976
Seconda Edizione Oscar Mondadori marzo 1981
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