Emmeline, primula rossa del femminismo Capitolo XII Stampa
Intorno al movimento si cominciò a creare una specie di mito, di leggenda. Emmeline Pankhurst era stata arrestata più volte, riuscendo quasi sempre a evadere, ma dopo questi ultimi avvenimenti fu condannata a tre anni di lavori forzati. Poco dopo, però, le suffragette riuscirono a organizzarle un'evasione spettacolare, e lei poté imbarcarsi per gli Stati Uniti, invitata dal presidente Wilson, che pagò persino la cauzione in suo favore.

Tenendo conferenze nelle maggiori città americane, la popolare leader femminista raccolse molto denaro e s'accinse a tornare in Inghilterra. Ma durante il viaggio la polizia l'arrestò di nuovo, portandola, al suo arrivo in patria, direttamente in prigione. La risposta della signora Pankhurst fu immediata: sciopero della fame, della sete e del sonno. Contemporaneamente le suffragette ripresero ad appiccare incendi in varie città, dando inizio anche a un nuovo genere di distruzione. Una di loro deturpò a colpi di coltello La venere allo specchio del Velazquez, nella Galleria nazionale di Londra, e quando fu arrestata dette questa spiegazione: "Ho tentato di distruggere il quadro della più bella donna che si ricordi nella mitologia, per protesta contro il governo che sta distruggendo il più bel temperamento della storia moderna, la signora Pankhurst ".
Altre la imitarono, danneggiando un gruppo di quadri nella Galleria nazionale e altrove opere isolate. Ma questo tipo di violenza non fu approvato neanche dalla signora Pankburst, che pure aveva spiegato gli incendi e le bombe lanciate contro case disabitate, dicendo: "Noi dobbiamo colpire l'idea di proprietà, ma non far vittime. Noi non vogliamo mai mettere in pericolo la vita umana. Lasciamo questa prerogativa al nostro nemico, l'uomo. Io credo che se colpiamo la proprietà privata, mettiamo in imbarazzo il governo più che se ammazzassimo dei poliziotti, perché al governo preme molto di più tutelare la proprietà che la vita degli agenti ".
Mentre in Europa sta per scoppiare la "grande guerra", il governo britannico elabora in segreto un progetto, che fa pensare a quello messo in atto trent'anni dopo da Hitler per l'eliminazione degli ebrei: si prepara la deportazione in Nuova Zelanda di tutte le suffragette. Ma l'inizio del conflitto mondiale richiama alla realtà anche i più feroci antifemministi. Il re concede un'amnistia per tutte le militanti del movimento: quelle in carcere tornano in libertà e la stessa Emmeline, che fino ad allora era stata trattata come una pericolosa criminale, viene incaricata dal governo di organizzare le donne per sostituire negli uffici e nelle fabbriche gli uomini richiamati alle armi.
Nel marzo 1917, in piena guerra, viene varata la legge che concede il voto alle donne, ma solo a quelle che hanno compiuto trent'anni. Nel '18 le elettrici possono anche essere elette alla Camera dei Comuni, e nel '28, finalmente, il diritto di voto viene esteso a tutte le maggiorenni.
In quello stesso anno moriva Emmeline Pankhurst, la coraggiosa leader di vent'anni di lotta, vissuti giorno per giorno e pagati sempre in prima persona. Con acuto senso politico aveva scritto poco prima: "La conquista del voto è stata una grande vittoria, e non soltanto delle donne, ma di tutti gli esseri umani e della democrazia. Ma il voto è soltanto il primo risultato che abbiamo raggiunto. Poter andare a votare come gli uomini, afferma pubblicamente il nostro diritto di uguaglianza. Ma siamo davvero uguali agli uomini, nei lunghi mesi che intercorrono tra una consultazione elettorale e l'altra? Non mi pare. Certo nel nostro paese la donna, soprattutto con il suo impegno e il suo duro lavoro, si è conquistata un nuovo rispetto e una nuova dignità. Ma quanti pregiudizi permangono! ... Io non so quale sarà domani la nostra battaglia, ma vedo nel futuro altre lotte. Gli uomini, che detengono ancora quasi tutto il potere, non sembrano disposti a riconoscere tutti i nostri diritti di uguaglianza. Per questo ci sarà ancora da scendere in campo".

L'avventurosa storia del femminismo di Gabriella Parca
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Milano - Prima edizione Collana Aperta maggio 1976
Seconda Edizione Oscar Mondadori marzo 1981
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