1Q84 LIBRO 1 E 2 - APRILE - SETTEMBRE Stampa

Einaudi - euro 20 - pag.718

Recensione di Marina Mariani dal libroi di Murakami Haruki

Murakami Haruki attraverso la classicità dei suoi topos riesce a captare le fosforescenze e l’aura che avvolge le persone, gli spazi, la natura e i misteri dell’esistenza. Una esistenza assunta come realtà parallela: siamo tutti/e delle monadi quale sia l’universo o gli universi abitati al presente, passato, futuro.

Presi al laccio da un ritmo narrativo ora cinematografico, ora minimale e sontuoso come i concerti di Philip Glass siamo investiti da una Tokyo futuribile e disumana che lascia trasparire ossessioni umane, l’isolamento relazionale, l’adolescenza dei sentimenti (che va oltre l’età anagrafica), il sesso come difesa dal dolore e dall’amore, la nostalgia, la tristezza, la notte dell’anima e della civiltà.

Addolciscono il viaggio la magica armonia della musica sia essa classica, rock, beat, jazz, la suggestione dell’immaginario manga, la profonda conoscenza tradizione letteraria giapponese, la forza del dettaglio narrativo che sa restituire la delicatezza del volo di una farfalla come la carica erotica di un paio di scarpe dai tacchi a spillo.

Siamo nel 1984 a Tokyo. Aomame è un killer che in minigonna e tacchi a spillo, forte di una tocco impalpabile e letale, vendica tutte le donne che subiscono violenza. Aomame non può mancare ad un ad un appuntamento: è questione d vita e di morte ma è bloccata nel traffico della Tangenziale 7. L’autista del taxi le suggerisce, per non mancare all’appuntamento che l’aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scaletta d’emergenza, nascosta e poco frequentata. In minigonna e tacchi a spillo Aomame si presta a scendere.

Un vento inusuale l’avvolge dando una valenza enigmatica al singolare viatico dell’autista : “Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola”.

Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante e misterioso come lo sono le grandi domande sulla natura del bene e del male, sul senso che ha abitare questo pianeta, del far parte di una galassia o chiedersi quanti universi possono convivere in un istante.

Deus ex macchina, nella più classica tradizione del teatro elisabettiano, una enigmatica diciassettenne Fukada Eriko che scrive con ortografia molto incerta un romanzo fantastico dove si narra di una realtà parallela e di inquietanti piccole presenze “I little people”, parassiti che si nascondono nel corpo umano ma che sembrano possedere segreti fondativi dell’universo così potenti da far dubitare del mondo e del tempo nel quale i protagonisti sono gettati.

1984 o 1question mark84?