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Cinema
HYSTERIA Stampa E-mail

Cinema: l'occhio di una donna - Recensione della dr.ssa Roberta Daniela Mombelli, Specialista in Ginecologia e Ostetricia

Accade di rado che un film abbia la capacità di affrontare temi importanti per le donne con intelligente profondità e garbata ironia. Sembra un caso ma nell’impresa è riuscita una donna: la giovane regista americana, Tanya Wexler, che ha firmato un godibilissimo e attualissimo film ambientato nella Londra del 1880: Hysteria.

 

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LA NOSTRA VITA Stampa E-mail

CINEMA: l'occhio di una donna

E’ un film duro, in alcuni momenti quasi spietato, quest’ultimo film di Daniele Luchetti, già autore fra l’altro di “Mio fratello è figlio unico”, vincitore di cinque David  di Donatello  e presentato a Cannes. Anche “ La nostra vita” di cui parliamo oggi, è stato presentato a Cannes e come l’altro ha qualcosa del documentario nel presentarci la realtà, ma lì questa era vista con una certa ironia, un certo distacco, mentre qui si ha l’impressione che il regista ci si tuffi dentro e non risale in superfice finché non sta per annegare.

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TRA LE NUVOLE Stampa E-mail

CINEMA: l’occhio di una donna.

Nonostante il titolo faccia pensare a una commedia brillante, il regista del film TRA LE NUVOLE, Jason Reitman, ha affrontato due temi molto seri e di grande attualità, anche se molto diversi tra loro: i licenziamenti dal posto di lavoro e la solitudine. Ma lo ha fatto con mano leggera e da un angolo visuale piuttosto insolito: per quanto riguarda il primo tema, ha colto il momento in cui viene comunicata la notizia che cambierà la vita di chi la riceve. E a farlo è un personaggio che gli americani chiamano “tagliatore di teste”, un vero e proprio professionista del settore, che pur evitando qualsiasi forma di empatia, sa come parlare, sa cosa dire, per rendere l’impatto con la dura realtà meno duro possibile.

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LA PRIMA COSA BELLA Stampa E-mail

CINEMA: l’occhio di una donna

Finalmente un film che non punta sul binomio sesso-violenza o non cerca di stupire con orripilanti “cose dell’altro mondo”!
Ma un film che racconta la vita, con tutte le sue sfaccettature: il bene e il male, la felicità e il dolore, il sogno e la realtà.
Un film che ci parla tra le righe del difficile rapporto tra una madre ottimista, piena di allegria e di vitalità, e un figlio musone, pessimista - forse anche perché ferito negli anni dell’infanzia - ma che alla fine si scioglie nella dolcezza dell’addio.
Il film è “La prima cosa bella” ( titolo ripreso da una canzone ), il regista è Paolo Virzì, già autore fra l’altro di un film molto originale passato quasi inosservato, “Ovosodo”, e del recente successo “Tutta la vita davanti”.
L’azione è ambientata a Livorno e si svolge in un lungo periodo di tempo, da quando la bella mamma  viene eletta Miss in un concorso di bellezza, fino al suo tramonto dopo una giornata di festa. Per questo da giovane è interpretata da una non soltanto bella Micaela Ramazzotti e in età avanzata da una insuperabile Stefania Sandrelli, come il figlio che è prima un bambino, poi un adolescente e infine un adulto, quest’ ultimo un  Valerio Mastandrea in un ruolo che sembra tagliato su misura per lui.
Intorno a loro si muove  uno stuolo di personaggi, tutti molto “veri”e credibili,  come la sorella del protagonista, Claudia Pandolfi, o l’anziano innamorato dell’ultima Sandrelli.
Il film è godibilissimo, e se si esce con il cuore un po’ gonfio è solo perché siamo ancora capaci di emozioni.
E questo è un buonissimo segno.
Gabriella Parca

Finalmente un film che non punta sul binomio sesso-violenza o non cerca di stupire con orripilanti “cose dell’altro mondo”!

Ma un film che racconta la vita, con tutte le sue sfaccettature: il bene e il male, la felicità e il dolore, il sogno e la realtà.

Un film che ci parla tra le righe del difficile rapporto tra una madre ottimista, piena di allegria e di vitalità, e un figlio musone, pessimista - forse anche perché ferito negli anni dell’infanzia - ma che alla fine si scioglie nella dolcezza dell’addio.

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IL NASTRO BIANCO Stampa E-mail

CINEMA: l’occhio di una donna.

Bello, molto bello. Premiato con la Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, giudicato un capolavoro dalla critica, IL NASTRO BIANCO di Michael Haneke -autore pluripremiato per LA PIANISTA e NIENTE DA NASCONDERE - è percorso da un’ombra di cupezza che forse lo rende unico nel suo genere, uno di quei film che non si dimenticano e spingono alla riflessione.

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