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Emmeline, primula rossa del femminismo Capitolo XII Stampa E-mail
Intorno al movimento si cominciò a creare una specie di mito, di leggenda. Emmeline Pankhurst era stata arrestata più volte, riuscendo quasi sempre a evadere, ma dopo questi ultimi avvenimenti fu condannata a tre anni di lavori forzati. Poco dopo, però, le suffragette riuscirono a organizzarle un'evasione spettacolare, e lei poté imbarcarsi per gli Stati Uniti, invitata dal presidente Wilson, che pagò persino la cauzione in suo favore.
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Eva contro Eva - Capitolo XI Stampa E-mail
Molti uomini di cultura fra i quali Bernard Shaw, si schierarono dalla parte delle femministe. Queste avevano il loro quartier generale proprio accanto al Palazzo di Giustizia: in un unico grande edificio si trovavano gli uffici dell'associazione, la redazione del settimanale Il voto alle donne, una tipografia dove si stampavano manifesti e opuscoli, il reparto vendita e spedizioni. Per raccogliere i fondi necessari per il movimento, si indiceva ogni anno la "settimana di passione", durante la quale le militanti s'imponevano ogni sorta di sacrificio: per risparmiare denaro saltavano i pasti, rinunciavano all'autobus e ai divertimenti. Inoltre andavano in giro suonando l'organetto o facendo disegni sui marciapiedi, per poi chiedere ai passanti "un penny per la causa".
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La lotta violenta - Capitolo X Stampa E-mail
La signora Pankhurst definisce "logori metodi missionari, inutili e fuori moda" quelli basati, fino ad allora, sui congressi e sulle petizioni. I nuovi metodi vengono varati in occasione delle elezioni del 1905, quando le "suffragette" - così si preferisce chiamarle in Inghilterra - s'impegnano nel boicottaggio dei candidati liberali, che nel loro programma non parlano affatto del voto alle donne. All'inizio esse intervengono in gruppo, inalberando cartelli e gridando slogan, in modo da impedire agli oratori di parlare.
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Le suffragette inglesi - Capitolo IX Stampa E-mail
In Inghilterra la lotta femminista prese l'avvio dalla contraddizione tra il senso di responsabilità e di autonomia a cui venivano educate le donne, e l'assenza di qualsiasi diritto sul piano giuridico. Espressione di questa singolare condizione, era stata la richiesta di una ricca proprietaria terriera, la signora Mary Smith, che nel 1832 indirizzò alla Camera dei Comuni una petizione perché le si riconoscesse il diritto di voto, dal momento che le si imponeva di pagare le tasse. Infatti una delle più antiche massime inglesi era: "No taxation without representation" (Niente tasse senza rappresentanza in Parlamento).
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La prima vittoria - Capitolo VIII Stampa E-mail
Intanto, mentre l'Associazione nazionale lottava per modificare la Costituzione generale degli Stati Uniti, "l'americana" lavorava silenziosamente per far passare la riforma nei singoli stati. Fu così che la prima vittoria giunse quasi inaspettata: il territorio dello Wyoming concesse il voto neI 1869, garantendo nella sua Costituzione "uguali diritti politici a tutti i cittadini sia maschi che femmine".
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