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La donna è un vegetale - Capitolo XVII Stampa E-mail
Quell'opera dovette sembrare a dir poco una bomba alla cultura italiana, che tranne per poche eccezioni aveva un tono piuttosto provinciale. Anche se l'eredità illuminista era ancora viva, il "fronte cattolico" era molto più massiccio e influenzava maggiormente il costume. Secondo il Gioberti, che pure era considerato un giacobino, "la femminilità risiede in una natura incoata e confusa, che non erompe in riflessione e non si estrinseca che sotto la forma istintiva del sentimento; onde la donna si sente debole, bisognosa di appoggio e di aiuto: il suo amore è un abbandono, che ella fa di se medesima ad un essere più forte che la protegga, anziché un esercizio di attività o di forza, o un atto di patrocinio... La donna, insomma, è in un certo modo verso l'uomo ciò che è il vegetale verso l'animale, o la pianta parassita verso quella che si regge e sostenta da sé".
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Il femminismo in Italia - Capitolo XVI Stampa E-mail
In Italia il movimento femminista nacque più tardi che negli altri paesi, perché gli italiani erano impegnati a fare di una miriade di stati e staterelli un unico paese o, come si legge nei libri di testo, a realizzare l'unità d'Italia. Quel f amoso anno 1848 che rappresentò una pietra miliare per il femminismo internazionale, da noi fu l'anno della prima guerra d'indipendenza: ed è naturale che anche quelle poche donne a cui era concesso mettere il naso fuori casa cercassero di prendere parte agli avvenimenti del Risorgimento, piuttosto che parlare di uguaglianza di diritti con l'altro sesso.
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Tra i due litiganti - Capitolo XV Stampa E-mail
La guerra del '15-'18 fece accantonare ogni idea non concernente direttamente l'impegno bellico, anche se le donne si prodigarono in mille modi a fianco dei combattenti. E finalmente, cessate le ostilità, il disegno di legge riguardante il voto fu ripresentato e approvato alla Camera: ma al Senato riportò una bella bocciatura.
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Victor Hugo femminista - Capitolo XIV Stampa E-mail

La nascita del Secondo Impero, con la nomina di Napoleone III a imperatore dei francesi, segna una nuova battuta d'arresto nel movimento femminista. Non si parla più di diritto al voto, sia per non spaventare troppo gli avversari dell'emancipazione femminile, sia perché si pensa che questa si debba realizzare per gradi e che il voto sia l'ultimo da raggiungere in ordine di tempo. Intanto, sulla scia delle teorie marxiste che cominciano a diffondersi, si cerca di affrontare il problema dal punto di vista del lavoro.

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La battaglia delle idee in Francia - Capitolo XIII Stampa E-mail
In Francia l'avvento di Napoleone portò all'affermarsi delle idee antifemministe, che si concretizzarono nel codice napoleonico del 1805, importato più tardi anche in Italia. L'inferiorità della donna veniva istituzionalizzata, attraverso la sua esclusione dai diritti politici e dalle funzioni pubbliche, mentre dal punto di vista civile, sociale ed economico, se ne faceva un'eterna minorenne, che doveva dipendere in tutto dall'uomo, padre o marito.
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