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La stampa femminile - Capitolo XXII Stampa E-mail
Un panorama della stampa femminile che accompagnò la nascita e la crescita del movimento di emancipazione ci aiuterà a capire meglio l'atmosfera in cui esso si sviluppò. La stampa che si rivolgeva alle donne cominciò ad apparire in epoca risorgimentale, per stimolare la loro partecipazione agli avvenimenti che dovevano condurre all'unità d'Italia. Quindi aveva una funzione progressista, muovendosi nella direzione della storia, assai più di certa moderna stampa femminile che continua a esaltare il tradizionale ruolo della donna, e attraverso le numerosissime pagine dedicate alla moda e alla pubblicità, spinge le lettrici al più ottuso consumismo,
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Le accuse dei socialisti - Capitolo XXI Stampa E-mail
Nonostante il partito socialista avesse fatto suo lo stesso ideale di emancipazione femminile, pure si trovò spesso in polemica con il nascente movimento femminista, accusandolo di essere un ricettacolo di borghesi, che tutto sommato si preoccupavano di migliorare solo la loro posizione all'interno di una società che non desideravano cambiare.
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Le due correnti - Capitolo XX Stampa E-mail
Già da allora andavano delineandosi due correnti, in seno a quello che forse in Italia era prematuro chiamare movimento femminista, perché un'organizzazione vera e propria ancora non esisteva. Le due correnti, comunque, erano rappresentate una da Anna Kuliscioff, che vedeva soprattutto nel lavoro il mezzo per emancipare la donna e nel voto la possibilità per la lavoratrice di difendere i propri diritti; l'altra da Anna Maria Mozzoni, che considerava l'emancipazione femminile un grande ideale sociale, capace di unire tutte le donne e spingerle a lottare insieme non solo contro lo sfruttamento di classe, ma anche contro l'egoismo maschile che le rendeva due volte schiave, della società e della famiglia. La Mozzoni denunciava perciò anche la contraddizione che esisteva all'interno del partito socialista, in cui molti uomini consideravano la "questione femminile" del tutto marginale, quando non erano addirittura contrari a una soluzione che desse alla donna parità di diritti con l'uomo.
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L'appello di Anna Kuliscioff - Capitolo XIX Stampa E-mail
Di queste lotte sembra farsi eco Anna Kuliscioff, lanciando un appello in occasione delle elezioni politiche nel 1897; "E la prima volta che anche noi donne sentiamo il dovere di risvegliarci... È passato il tempo in cui la donna non attendeva che alla famiglia e viveva al di fuori di tutte le lotte che agitano la società moderna. La macchina, la grande industria, il grande magazzino, la trasformazione generale dell'economia sociale, ci ha strappate dal focolare domestico e ci getta nel vortice della produzione capitalistica. Con ciò il centro di gravità dei nostri interessi è trasportato, di necessità, dalla vita di famiglia alla vita sociale…".
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Le prime lotte sindacali - Capitolo XVIII Stampa E-mail
Un campo in cui, invece, l'Italia non andò affatto a rilento, fu quello dell'industrializzazione, per lo meno nel Nord, e dell'impiego della manodopera femminile. Nella sola industria tessile, alla fine dell'ottocento le lavoratrici erano circa un milione e mezzo, mentre già nell'anno della presa di Roma circa 300.000 contadine si dedicavano in casa alla filatura del lino e della canapa. Forse questi due dati ci possono dare un'idea dello sviluppo industriale che si ebbe in quel periodo, e forse anche di come esso si svolse nel settore tessile, passando dal lavoro femminile a domicilio, che era un prolungamento di quello domestico, all'attività nelle grandi filande e nelle fabbriche.
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