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Libri
L'Autodifesa Femminile Stampa E-mail

ushiro-ukemi Stralcio tratto dal libro di Diana Nardacchione: Nozioni di Psicologia per i corsi di Autodifesa Femminile

I “corsi di autodifesa femminile” sono nati negli anni ‘70 come contromisura alla molestia ed alla violenza contro le donne ma si sono sviluppati in seguito anche sulla scorta dell’esperienza dei “gruppi di autocoscienza femminile” centrati, soprattutto, sulle condizioni di disagio femminile, principalmente in relazione al rapporto tra i sessi. Gruppi di studio di giuriste, psicologhe, sociologhe, poliziotte e istruttrici di arti marziali e militanti del movimento delle donne che negli anni ’70 affrontarono il problema dell’autodifesa femminile finirono con lo sviluppare un approccio all’autodifesa che se da un lato attingeva al patrimonio tecnico tradizionale della arti marziali e degli sport di combattimento, dall’altro era assolutamente rivoluzionario.
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Le Amazzoni – Leggende di ieri ed attuali realtà Stampa E-mail

Diana Nardacchione, Antonella Ratti - Majs Edizioni, Torino, Giugno 2007, ISBN 88-88236-02-3

le amazzoniPer secoli le donne delle popolazioni nomadi delle steppe eurasiatiche hanno difeso con le armi se stesse, i loro bambini, le loro tende, gli armenti, gli uomini anziani e gli invalidi quando i loro compagni, cacciatori e guerrieri, erano lontani. Per due millenni la cosa è sembrata incredibile e, anche ora che gli archeologi riesumano le loro ossa e le loro armi, c’è chi stenta a crederlo. Per decenni i loro resti inumati assieme alle loro armi sono stati frettolosamente classificati come maschili, così come i viaggiatori greci che nell’antichità raggiungevano i loro villaggi non si resero conto che erano le donne, in assenza degli uomini, a difendere l’accampamento. Nacque così l’equivoco circa un popolo costituito da sole donne guerriere che avrebbe mutilato gli uomini per renderli schiavi. A nessuno venne in mente che, forse, gli uomini mutilati erano semplicemente guerrieri e cacciatori che, divenuti invalidi, non potevano più seguire i loro compagni.


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Canto XXXV Inferno-Donne Affette da Endometriosi Stampa E-mail
Canto XXXV Inferno – Donne Affette da EndometriosiL’endometriosi è una malattia complessa e cronica, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero (l’endometrio) in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo che provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità.
L’endometriosi è spesso dolorosa (60% dei casi circa) fino ad essere invalidante, con sintomi molto caratteristici: dolore pelvico cronico soprattutto durante il ciclo mestruale o in concomitanza con lo stesso, dolore ovarico, dolore all’evacuazione, cistiti ricorrenti, dispareunia.
Spesso l’endometriosi è vista come una patologia esclusivamente “femminile”. Da un lato ciò è vero, perchè l’endometriosi colpisce unicamente le donne, ma questa è una visione riduttiva perchè non tiene in dovuto conto l’impatto che essa ha sul mondo del lavoro, sui rapporti interpersonali e famigliari.



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La guerra acerba Stampa E-mail
Guerra acerba - Gabriella Parca 

LA GUERRA ACERBA - il secondo conflitto mondiale visto con gli occhi di una ragazzina”.

Ne parleranno Lunedì 8 ottobre 2007 alle ore 18 presso la Libreria Feltrinelli - Via Manzoni 12, Milano:
Giovanna Chiara, Segretaria generale del Centro Problemi Donna
Giovanni Negri, Presidente dell'Associazione Lombarda Giornalisti
Renzo Magosso, Giornalista e scrittore

Sarà presente l'autrice, Gabriella Parca



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La scomparsa delle donne Stampa E-mail

Recensione di Teresa Pallucchini

lascomparsadelledonne.jpgVorrei aprire un dibattito, con le persone che frequentano a vario titolo il CPD, sul testo di Marina Terragni “La scomparsa delle donne” che è stato presentato recentemente alla Libreria delle donne e che ha avuto spazio in alcuni dibattiti televisivi.

Il testo è un saggio giornalistico con alcuni limiti e molti pregi: la scomparsa delle donne è il rischio che l’autrice vede nella trasformazione di molte donne in “ometti”, in donne di potere.

Il problema che viene posto è se è possibile per una donna poter fare politica da una angolazione femminile, il dibattito iniziato gia’ negli anni ‘70 si poneva il problema se entrare in un mondo maschile e parlare un linguaggio maschile, connotato fortemente nella società e nella politica, può permettere alle donne di essere se stesse.

 

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