Modulo creato da J!MatHome
Area riservata
Via della Guastalla, 8. Milano
Tel: 02 861145 - 02 877829 - 3666889683 -3666889681
  • CPD
  • CPD
  • CPD
  • CPD
  • CPD
  • CPD
  • CPD
  • CPD
Home
COLESTEROLO E RISCHIO VASCOLARE Stampa E-mail

Articolo a cura della dott.ssa Giuliana Mombelli, cardiologa del Centro di Dislipidemie dell'Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano

E' ormai risaputo che uomini e donne siano differenti fra loro. Quello che invece non si conosce è che sono diversi anche nella lotta contro il colesterolo alto.

Una battaglia che, almeno fino alla menopausa, vede le donne più favorite nella maggior parte dei casi. Ultimamente anche per questo fattore di rischio si parla molto più spesso della differenza di genere.

La maggior parte delle donne ha valori di colesterolo buono HDL, più elevati rispetto a quelli degli uomini. Proprio grazie a questo fattore protettivo, mentre negli uomini i primi problemi cardiovascolari si possono evidenziare già fra i 30 e i 40 anni, sotto questo aspetto le donne possono restare più tranquille almeno fin dopo i 50 anni, epoca in cui cessa la protezione degli ormoni sessuali e il rischio cardiovascolare fra i due sessi torna ad essere simile.

Anzi, in alcuni casi le donne possono raggiungere addirittura posizioni di rischio più elevate. Questo accade perchè con l'avvento della menopausa, i livelli di colesterolo buono cominciano a scendere ed a questo si aggiungono spesso altri fattori negativi quali sovrappeso (con accumulo di grasso addominale, il più pericoloso), ipertensione ed altri fattori. Per quanto riguarda il colesterolo totale va sfatato il mito che quando il livello supera i 200 mg/dl bisogna cominciare a preoccuparsi.

Il colesterolo è una sostanza che nella giusta quantità svolge un ruolo essenziale per il buon funzionamento di tutto l'organismo. Averlo elevato non costituisce di per sè una malattia, ma una delle condizioni che incidono sul rischio cardiovascolare.
Inoltre dobbiamo considerare  che la popolazione italiana oltre i 50 anni presenta valori globali medi collocati fra i 240-260 mg/dl e valori anche più elevati nella popolazione più anziana.

Quello che conta veramente è il livello di colesterolo cattivo LDL, che va a depositarsi sulle nostre arterie e comincia ad ostruirle innescando processi di arteriosclerosi. Se i tuoi valori di LDL sono elevati ti conviene recarti in un centro specializzato
dove potranno fare diagnosi di dislipidemia, vale a dire evidenziare la presenza di elevata concentrazione di lipidi, ossia di grassi nel sangue, nonchè valutare il tuo livello di rischio per eventi cardiovascolari globale.

I risultati ottenuti saranno valutati dagli specialisti, che ti potranno suggerire adeguati cambiamenti del tuo stile di vita per abbattare il rischio: controllo del peso, della pressione, smettere di fumare e fare più attività fisica.
E' importante adottare un regime alimentare sano seguendo costantemente una dieta ipolipidemizzante "povera di grassi", che comprenda pesce e legumi 2-3 volte la settimana o anche tutti i giorni, carne bianca al posto di quella rossa, pasta e pane integrali, frutta.

Proibiti nella maniera più assoluta, panna, burro, margarina, salumi e formaggi; si, in quantità moderate, a yogurt e latte scremati, da alternare eventualmente con quelli di soia. 
In genere questi cambiamenti possono abbassare i livelli di colesterolo dal 10 al 15%. Se però la dieta si dimostrasse insufficiente e si evidenziasse un alto rischio cardiovascolare occorrerà passare ai farmaci.
Le statine sono molto efficaci, anche se gli effetti collaterali (dolori ai muscoli) talvolta possono essere mal tollerati.

Oggi vi è un'altra possibilità terapeutica in aggiunta o in sostituzione alle statine ossia la terapia monoclonale incentrata su una nuova classe di farmaci chiamati inibitori di PCSK9.

Altri fattori di rischio cardiovascolare
Il colesterolo alto è uno dei fattori che incidono sul rischio cardiovascolare. Infatti anche i giovani con valori di LDL "normale o borderline" ma obesi, fumatori e o ipertesi che non hanno avuto alcun evento cardiovascolare sono considerati a rischio.
Per i soggetti diabetici si deve fare una considerazione a parte perchè già per il fatto che sono diabetici sono a rischio più elevato, quindi spesso devono essere trattati come le persone che hanno già manifestato nel corso della loro vita un infarto o ictus.

Lo stesso vale se hai i trigliceridi alti o comunque una familiarità, per dislipidemia o per malattia al cuore. Un'altro fattore di rischio, che vede le donne più favorite per  poi riallinearsi all'uomo dopo la menopausa, è il livello di omocisteina un aminoacido derivato dalla dieta.

L'aumento della concentrazione è legato a fattori genetici (deficit di enzimi) e nutrizionali (carenze vitaminiche). Valori superiori a 15 mmol/L rappresentano un fattore di rischio per eventi cerebrovascolari a maggior ragione se esiste già una familiarità.

Anche la lipoproteina (a) può costituire un fattore di rischio cardiovascolare. Nel 20% della popolazione è del tutto assente e nel 60%  i livelli sono normali, cioè al di sotto dei 35 mg/dl.
Avere valori elevati costituisce un fattore di rischio generale, in presenza del quale è opportuno ridurre tutti gli altri fattori di rischio.