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IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE Stampa E-mail

Recensione di Marina Mariani dal libro di Moshin Hamid
Einaudi editore pag.134 - Edizione tascabile  euro 9.50

Guardare, guardarsi con gli occhi dell’altro racconta  di come stereotipi e abitudini relazionali possano impedire di cogliere la bellezza, il senso di avventura  che l’incontro con l’altro può offrire anche in situazioni che possono presentare un rischi sia dal punto di vista psicologico che fisico.

 

Il racconto di Moshin Hamid Il fondamentalista riluttante  ci conduce  nel vecchio mercato di  Anarkali  di Lahore. Attraverso lo scolorare del giorno istante dopo istante, odore dopo odore, vociare dopo vociare e silenzio dopo silenzio un giovane pakistano, Changez, racconta la propria storia ad un cittadino americano incontrato per caso.

 

È la storia della sua ascesa come brillante analista finanziario a New York, del suo amore tragico per una bella e fragile fanciulla, e della sua caduta in disgrazia nei mesi successivi all'Undici settembre. Cos'è successo all'America?  E’ attraverso questa voce che cogliamo la trama di una cultura che permea tutti noi vissuti e allevati nel mito del progresso e che veniamo colti da dubbio su chi sia veramente tra i due interlocutori il vero fondamentalista.

E’ una narrazione che attraverso i gesti quotidiani porta il lettore ad toccare l’inquietudine fino ad arrivare alla soglia del thriller psicologico dove i confini tra verità e mistero si fanno incerti. Cos'è successo a Changez nei giorni  e mesi successivi all’11 settembre? La sete di vendetta americana sembra averlo trasformato, controvoglia, in un pericoloso fondamentalista. E forse l'incontro con il turista americano, nel caffè del vecchio mercato; non è avvenuto per caso? E chi è questo turista?

Col giungere della notte  ci si avvia al finale della storia un finale aperto al sentire del lettore a quanto il suo cuore, il suo intelletto ha  vibrato con i ricordi di quei giorni che sconvolsero il modo occidentale e a quanto la sua curiosità dell’altro ha saputo conservare il piacere dell’avventura.