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FEMMINISMO E MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI IN ITALIA - 28 Stampa E-mail

PARTE QUINTA - LE QUOTE ROSA E LA GLOBALIZZAZIONE

Capitolo 6 - Le politiche globali del Movimento

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE CONDIVISE NEL GRUPPO

A questo punto il gruppo esprime una valutazione che è comune a tutte.

Le donne che hanno manifestato in Italia, non solo si opponevano alla contingente situazione politica degradata che si è manifestata in Italia, Quello che avviene in Italia non ha solo sapore solo locale, ma ma è sintomo evidente, salito alla ribalta mass-mediale, del rapporto tradizionale tra sesso e potere, tra ricchi e poveri, che appartiene ai regimi patriarcali del mondo intero che si esprimono nella varie forme di governo, più o meno didattoriali, come denunciavano le femministe degli anni sessanta.

La voce del Movimento dice a tutti che la “politica” di chi governa va esercitata a fine di SERVIZIO, per mediare il ritmo spontaneo degli egoismi.

Per dare alla cosa pubblica un indirizzo coordinato non solo per rimediare i ingiustizie e pregiudizi che determinano conflitti e tragedie individuali, che sono mali sociali, ma soprattutto per prevenire le tensioni che li generano Dopo Pechino, sono le donne di tutto il mondo che denunciano come, ancora oggi e soprattutto oggi, i raffinati strumenti del potere patriarcale e della finanza coltivano guerre e predazioni; denunciano che troppe popolazione di uomini e donne vivono ignorando che sono vittime di nuove colonizzazione e di corruzione.

La globalizzazione consente ai potentati economici che non sono tanto gli Stati e i loro governi, ma soprattutto i potentati finanziari trasnazionali che agiscono senza regole, di essere in corsa alla conquista del potere globale con la complicità di governi locali illiberali e corrotti. Pochi si arricchiscono con traffici e produzioni che rapinano lo loro risorse naturali, che brevettano le loro spechi viventi, sulla pelle dei molti.

Ma globalizzazione, non è solo quella dei mercati selvaggi alla ricerca del massimo profitto, depredando risorse mondiali sulla pelle dei popoli.

Globalizzazione è anche la possibilità di comunicare che si è sviluppata in ogni parte del mondo per merito di uomini e donne impegnati per il bene comune, giorno per giorno, superando le censure dei tiranni. La possibilità di ascoltare, la possibilità di far conoscere le ingiustizie che generano miseria, conflitti etnici e tribali, guerre “umanitarie”, dove le donne sono vittime prime, prede e bottino, come sempre è avvenuto nella storia.

Al congresso di Milano della FIDA (associazione ONG internazionale, di avvocatesse) sul tema: “I bambini sono il futuro, quali diritti quali leggi”, la presidente africana, avvocatessa nigeriana Stella Ugbuma, ha denunciato alle “società civili” e a chi vuole ascoltare, le fredde statistiche che parlano di violazione dei diritti umani che i governi nascondono o fingono di ignorare:

* 110 milioni dei bambini del mondo, due terzi di sesso femminile, non vanno a scuola

* Nel mondo su 875 milioni di adulti analfabeti, due terzi sono donne.

* Almeno una donna su tre, anche nel mondo occidentale, ha subito una qualche forma di violenza, e spesso da qualcuno nella sua famiglia.

* Le fanciulle tra i 13 e 18 anni di età, costituiscono la fonte più numerosa nell'industria del sesso.

* Circa 500.000 ragazze al di sotto dei 18 anni sono vittime della tratta di esseri umani ogni anno.

* Le mutilazioni genitali femminili (MGF) colpiscono 130 milioni di bambine con rischio di vita per 2 milioni di loro, ogni anno. E questo dato è rimasto pressoché stabile con scarsi miglioramenti nel corso degli ultimi dieci anni.

* In alcune culture il riconoscimento pre-natale del sesso del nascituro, induce all’aborto delle figlie femmine. In India, per esempio, ci sono 933 donne per ogni 1.000 uomini: almeno 40 milioni di donne non nate.

* 1.400 donne muoiono ogni giorno per cause connesse alla mancata assistenza durante la gravidanza: per il 99 per cento nei paesi cosiddetti in via di sviluppo * Nell'Africa sub-sahariana, una donna ha una possibilità su tre di morire di parto. Nei paesi industrializzati, il rischio è di UN decesso su 4085 parti.

* Su cento milioni di rifugiati e sfollati dai vari Paesi del mondo trentacinque milioni sono donne e bambini.

Globalizzazione è anche lo sviluppo della politica delle “quote rosa” che promuove in ogni Paese l’accesso alle donne più preparate alle più alte cariche nelle istituzioni, che impone nei Paesi martoriati dal conflitti che le donne partecipino ai negoziati di pace (Risoluzione 1325/2000 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU).

Questa globalizzazione, promossa dai “Movimenti delle donne” dei tanti Paesi di diversa cultura, che - dopo Pechino - continuano a tenersi in contatto con propositi di solidarietà, si svolge attraverso le loro associazioni “in rete”.

Sono queste le “quote rosa” che ci interessano.

Le donne che raggiungono posizioni di vertice, per prestigio personale e competenze culturali; le scienziate che vanno scoprendo i segreti della natura,le donne che partecipano alla formazione delle leggi, le donne che accederono ai Tribunali nazionali per applicare le leggi, quelle che operano nei Tribunali internazionali, istituiti per giudicare i personaggi che hanno alimentato gli orrori dei conflitti, perpetrando reati contro l’umanità, Queste donne delle “quote rosa”hanno il potere di denunciare le violazioni dei diritti umani subiti giorno per giorno da innocenti per situazioni politiche sostenute da leggi discriminatorie, e il potere di contrastare tali leggi ed operare contro le scelte politiche ed economiche perverse di certi governi che insanguinano le loro terre con violenze organizzate contro le donne e i bambini.

Ecco:

Il “Movimento delle donne” ha poco più di un paio di secoli di Storia rispetto alla “Storia” delle civiltà fiorite e decadute tra conquiste e distruzioni nei millenni che ci hanno preceduti, depredando, conquistando, schiavizzando.

La globalizzazione del mondo che procede con ritmo temporale sempre più veloce, ha un suo fondamento etico nel riconoscimento dei diritti umani per ogni nato. Il “progresso” delle scienza e della tecnologia ha reso fragili gli equilibri del potere teorizzati nelle civiltà patriarcali’, gli equilibri della natura, gli equilibri della biologia. La sfida “politica” del “Movimento delle donne” tende all’affermazione di nuovi valori di dignità e libertà per ogni persona assicurando diritti umani e di cittadinanza per ogni nato da donna. Un percorso che inizia con il riconoscimento alle donne del diritto di decidere liberamente e responsabilmente sulla loro salute riproduttiva, perché ogni essere umano, nasca in una contesto che lo accolga, in grado di nutrirlo, crescerlo, educarlo secondo le sue inclinazioni naturali e le sue aspirazioni, in una società che abbia cura di ogni persona.

Questo ideale di “nuove politiche” che partono dal micro-sistema del rispetto dei diritti umani di ogni nato è finalizzate a produrre una cultura di governo della cosa pubblica in grado di adottare le decisioni macroeconomiche nell’interesse generale.

Le donne hanno proposto una rivoluzione culturale pacifica, che parte dal basso: quella della responsabilità verso le nuove generazioni, per contrastare, quello che è stato chiamato "infanticidio differito" degli stermini esseri umani perpetrati dai conflitti e dalle guerre, per consolidare relazioni improntate al dialogo e non alla violenza. Questa aspirazione non cerca lo scontro con gli uomini, ma gli antidoti alle aberrazioni del passato e del presente.

Perché l’umanità - donne e uomini - non distrugga se stessa e conservi il pianeta, divenuto così piccolo e instabile.