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FEMMINISMO E MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI IN ITALIA - 21 Stampa E-mail

PARTE QUARTA - LA CRISI DEI PARTITI E LE QUOTE ROSA

Capitolo 4 - I partiti della Seconda Repubblica

LUCIA
Con l’arresto di Chiesa e le indagini che ne sono seguite si è consumata la gogna mediatica di coloro che venivano inquisiti, ed anche il protagonismo individuale di alcuni giudici detentori del potere di inquisire i potenti. Le indagini di Tangentopoli sono state devastanti per i partiti divenuti clientelari ed autorefenziali, inseriti nei gangli del potere colluso.

In realtà il collasso del sistema partiti di governo derivava non solo da mani pulite , ma anche da altre contrapposte tensioni.

Per esempio. la spinta al rinnovamento della società innescata dalla contestazione studen- tesca del ‘68, era abortita nella spasmo violenza delle BR mentre si espandeva incontrastata la politica legata alle grande finanza e collusa con la finanza criminale, che risaliva la penisola a riciclare il denaro sporco.

In quel 1992 dell’arresto di Chiesa ricorreva il centenario della fondazione del partito socialista. Ma il partito era profondamente mutato rispetto agli aneliti di giustizia sociale della sua fondazione, così come era cambiata la società consumista. Leader del partito era Craxi. Inserito nel meccanismo di potere dal centro-sinistra. Era stato il primo socialista a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri nella storia repubblicana: nel 1983 e nel 1987. Aveva portato nell’azione di governo istanze laiche e riformiste; aveva riorganizzato il partito utilizzando finanziamenti non legali, così come facevano gli altri partiti di governo; rispetto alle donne, aveva aperto alle pari opportunità con piglio paternalistico.

Debora ricorda che quando il “femminile” del partito socialista di Milano, aveva incontrato Craxi, allora segretario del partito, lui - spaparanzato dietro la sua scrivania, prima di aprire il discorso sulla organizzazione di un convegno sul lavoro femminile, le aveva detto: Debora, il tuo femminismo ti consente di andarmi a prendere un bicchier d’acqua?” Debora, pur interdetta, gli aveva portato il bicchiere d’acqua, anche se sapeva bene che Bettino non aveva sete, ma doveva affermare la sua supremazia maschile.

All’inizio di “mani pulite”, Craxi, da fine politico, aveva denunciato in parlamento questo sistema corrotto: si sarebbe potuto con una legge, fermare la carneficina, come poi ha fatto Berlusconi. Ma i partiti e i deputati coinvolti da tangentopoli erano rimasti inerti nella bufera. “Mani pulite” ha determinato la dissoluzione della DC, la scomparsa del PSI e di alcuni partiti laici, coinvolti nel “sistema” del finanziamento illegale dei partiti, con ricadute corruttive personali sui dirigenti dei partiti che elargivano favori anche a se stessi.

L’assetto partitocratico si andava modificando alla gattopardo, per restaurare i poteri economici finanziari, in senso liberista. Dall’estrema destra, rientrava in gioco il “Movimento Sociale” che - emarginato ai limiti della legalità dalla politica italiana del dopoguerra - poteva vantare di non essere coinvolto nella corruzione scoperta da tangentopoli.

Con la candidatura di Fini a sindaco di Roma, nel 1993 - sostenuta a sorpresa dall'imprenditore Silvio Berlusconi - Gianfranco Fini, erede di Almirante (che “fascista lo aveva scritto in fronte”, aveva detto ad un congresso del MSI), iniziava un paziente lavoro di revisione e di alleanze che sfociava nel nuovo partito di “Alleanza Nazionale”, che nel 1995 sostituiva il Movimento Sociale all'interno dello scenario politico italiano.

Al Nord, dove la corruzione dei vecchi partiti imbrigliava le attività economiche, si era organizzato. ed emergeva, un partito di protesta: la “Lega Nord”, che si diceva partito “puro” e bollava la politica romana dei partiti in disfacimento che avevano governati l’Italia con lo slogan “Roma ladrona”. Interpretava i risentimenti di contrapposizione tra nord produttivo e sud parassitario.

Il partito della “Lega Nord” (si ricordi, non era del tutto estraneo a “mani pulite”, come era emerso nel processo Cusani, quando Bossi era stato interrogato: ma poi tutto è finito in una denuncia di un furto della presunta mazzetta), allargava via via la sua azione sostenuta dal neo-capitalismo di carattere familiare del nord-est in espansione economica.

Sulle macerie del P.S.I. e della D.C, scendeva in campo il partito aziendalista di Berlusconi “Forza Italia”, che sembrava nato dal nulla. Ma dietro a sé, aveva profondi studi di comunicazione mass mediali per la captazione del consenso popolare. che forse servivano anche per il successo mediatico delle televisioni di Berlusconi.

La figlia  Rosanna aveva lavorato a Cologno per tradurre dall’inglese, parola per parola il filmato di una convention americana di raccolta del consenso.

Il fatto poi che venisse ostentata ricchezza da parte del leader, rassicurava istintivamente.... “almeno lui non ha bisogno di rubare...”

D’altra parte Berlusconi ha per istinto la dote di una comunicazione diretta e semplificata, quasi banale, certamente comprensibile, a differenza del “politichese” dei vecchi partiti. E sa utilizzare abili prospettazioni emotive, tese a “far sognare”, sognare prosperità senza fatica.

Con “Alleanza Nazionale” al sud e la “Lega Nord” al nord, “Forza Italia” completava il disegno politico di “restaurazione” dei partiti per una politica di “restaurazione” liberista.

Il protagonista della strategia di Forza Italia, è un uomo che aveva saputo con abilità gestire imprenditorialmente i privilegi ottenuti dalla politica. Nel clima di tangentopoli, aveva capito immediatamente che, per non cadere in tangentopoli e mantenere i privilegi che la "politica" dei vecchi partiti gli aveva concesso, era necessario “scendere in campo”, diceva, con linguaggio calcistico molto maschilista.

Il programma, non tanto nascosto, quello di sottomettere la politica ai suoi interessi, accusando di comunismo la magistratura che poteva inquisirlo, teso a portare la magistratura sotto il potere politico ed egli stesso porsi al di sopra della legge.

Non aveva presa sull’opinione pubblica che lo votava, chi denunciava l’abile e cinica connessione tra attività legali ed illegali e corruttive sul piano finanziario e fiscale, con cui era stata accumula tanta ricchezza in così breve tempo da un uomo solo, e neppure la sua ammessa adesione alla loggia P2, inquisita dal parlamento e dalla magistrature. Così, il sistema Berlusconiano si era conquistato un ampio supporto popolare che gli arriva anche dalle sue reti televisive commerciali private (che avevano ottenuto le concessioni dal sistema

Craxiano). perché aveva saputo, come nessun altro, organizzare una “impresa” del consenso con indubbia capacità organizzativa imprenditoriale a lungo termine, scegliendo uomini altrettanto capaci fedeli e ben remunerati, che gli facevano propaganda dal video. Alla gente la tv commerciale offriva messaggi semplici e coinvolgenti, emozioni elementari e luoghi comuni, culi e tette potevano avere visibilità nella famiglie, dal momento che il movimento delle donne aveva , banalità, che facevano dimenticare i problemi, e sognare prosperità e successo.

In questi mass-media commerciali le donne sono giovani, belle, possibilmente svestite, seduttive e disinibite, sessualmente libere, “oggetto” di desiderio maschile e “modello” per certe ragazze indottrinate a fare carriera con la propria bellezza per raggiungere successo di soldi e notorietà, frequentando la gente importante.

Un universo femminile distorto, polarizzato tra il mondo dello spettacolo e della moda. Riemerge una immagine di “donna oggetto” che il “Movimento delle Donne” aveva denunciato, per affermare la dignità di persona di “tutte” le donne.

In questi nuovi partiti nessuno più osa contrastare la presenza femminile. Le donne che professano fedeltà alla causa, assumono cariche e incarichi; nel clima mass-mediatico imperante a loro è chiesta visibilità e gradevole presenza. Con il veicolo mass mediale arrivano alla “politica” attrici , presentatrici, modelle. “Sesso e potere”, alla faccia delle femministe, sono tornati a dominare la scena politica italiana.

La seduzione sessuale viene tranquillamente adoperata anche dalle donne per una scalata verso la classe dominante. Le donne concorrono con gli uomini nelle scelte del partito in cui militano, facendosi valere con capacità personale ma anche con stratagemmi antichi, per arrivare al “potere”.