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FEMMINISMO E MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI IN ITALIA - 11 Stampa E-mail

PARTE TERZA - IL MOVIMENTO FEMMINISTA DEGLI ANNI SESSANTA

Capitolo 1 - Il Movimento Femminista si ribella ai valori patriarcali

GIOVANNA
La critica al "ruolo femminile", come contestazione alla subordinazione della donna nella famiglia e nella società, ha come data di nascita simbolica il 1963 con l'uscita del libro di Betty Friedan “Mistica della femminilità”.
Il centro della denuncia riguarda la oppressione economica giuridica e soprattutto psicologica che grava sulle donne come il sesso, e comprende la rivendicazione della libertà sessuale.
Le donne iniziavano a prendere la parola sul proprio corpo, cosa del tutto inedita, vista la loro educazione al silenzio su questo argomento. Nel 1960 era stata messa in commercio la prima pillola anticoncezionale di Pincus: si chiamava Enovid.

E le donne, a livello individuale, poco a poco, prendevano coscienza di poter “gestire” la propria fertilità.
In Italia, però, si dovevano fare i conti con il codice Rocco - fascista - che aveva inventato “i reati contro l’integrità della stirpe”, tra i quali era inserito il divieto di uso di contraccettivi (art. 553 c.p.: questo reato verrà abrogato dalla Corte Costituzionale nel 1971).
La norma penale derivava direttamente dalla politica demografica del fascismo, che indottrinava le donne a fare figli per la “Patria” da mandare a morire in guerra. E ci sono interessanti studi sulla politica demografica del fascismo, che ancora incombe nel subcosciente di governanti e governati.
Le rivendicazioni femministe americane sono approdate nel nostro Paese, e hanno messo in discussione, con un'analisi politica "a partire da sé" (autocoscienza), tutti i settori della società, contestando gli aspetti maschilisti del “potere” e individuando e analizzando i nessi esistenti tra sessualità e potere.
Una critica che nella pubblicistica femminista, che viene revocata citando Elvira Banotti, Carla Lonzi, la libreria delle donne e tante altre realtà culturali. va oltre le teorie marxiste per inserire un ulteriore elemento di analisi che è quello dei rapporto tra i sessi, si ricordano gli aspetti folcloristici come la “marcia dei reggipetti bruciati” negli Stati Uniti, che ha avuto risonanza mediatica in tutto il mondo, e manifestazioni di Milano, Roma, Bologna, Torino...

Si parla di secondo femminismo, dopo quello delle suffragette. Mentre emergeva, dalla base, questo “Movimento femminista”, la presenza parlamentare delle donne in Italia, tra il 1963 e 1968, era numericamente in pesante declino: le elette in Parlamento avevano toccato il minimo storico del 2,8%.
Il “Movimento femminista” si auto-definiva al di fuori dei partiti.