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Home Rubriche Ginecologia L'EFFICACIA DELLA VACCINAZIONE QUADRIVALENTE ANTI-HPV NELLA CONDILOMATOSI GENITALE
L'EFFICACIA DELLA VACCINAZIONE QUADRIVALENTE ANTI-HPV NELLA CONDILOMATOSI GENITALE Stampa E-mail

Dott.ssa Roberta Mombelli - Specialista in Ginecologia e Ostetricia

L’Australia è uno dei primi Paesi ad aver attuato un programma nazionale di vaccinazione anti-HPV gratuito rivolto alle donne.



Il vaccino è stato somministrato alle ragazze tra i 12 e i 18 anni presso le scuole a partire dall’aprile 2007, (copertura tra il 69 e il 75%), e alle donne sino a 26 anni attraverso il medico di medicina generale (copertura 65-70%), da luglio 2007.

Per valutare l’impatto di tale intervento sulla popolazione, si è osservato l’incidenza di condilomi genitali dal 2004 al 2007 confrontando questo dato con quello registrato dal 2007 al 2008, ovvero a una anno dall’entrata in vigore del programma di prevenzione. La scelta di valutare i condilomi genitali è legata ai tempi di manifestazione di tale patologia.

Come è noto, infatti, i condilomi si sviluppano già a pochi mesi dal contagio, al contrario del cancro e delle lesioni precancerose, consentendo quindi di stimare gli esiti della vaccinazione in tempi brevi. Nelle donne di età inferiore a 28 anni (il range di donne interessato dalla campagna di vaccinazione in Australia), si è avuta una riduzione pari al 48% dell’incidenza dei condilomi genitali (che passa dal 12,7% al 6,6%) già a un anno dall’avvio del programma vaccinale.

Da un’attenta valutazione dello studio si nota come l’incidenza aumentava dell’1,8% ogni trimestre prima della vaccinazione e diminuiva di ben il 25,1% (p< 0,001 valore statisticamente significativo) a vaccinazione avvenuta. Altro dato di notevole importanza è la riduzione del 17% dell’incidenza dei condilomi genitali negli uomini eterosessuali (che passa dal 14,3% all’11,8%).

Questo dato assume ancora maggior valore se si considera che gli uomini non erano stati interessati dalla vaccinazione anti-HPV.  Ne discende come si possa avanzare l’ipotesi di immunità di gregge confermata dal vaccino quadrivalente. Lo studio australiano presenta quindi il primo dato effectiveness della vaccinazione quadrivalente anti-HPV, dimostrando un’efficacia clinica, osservata direttamente sulla popolazione, in una condizione di vita reale.

I risultati precoci e tangibili ottenuti sulla riduzione dei casi di condilomi genitali a un solo anno dall’avvio del programma vaccinale possono essere considerati anche un primo indicatore dell’efficacia del vaccino quadrivalente sulle patologie a più lungo sviluppo, lesioni precancerose e cancro.

 

Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Dr.ssa Roberta Mombelli