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Home Spazio aperto Libri IL SANGUE DI MONTALCINO
IL SANGUE DI MONTALCINO Stampa E-mail

Einaudi, Stile Libero-2010-pag .282 € 18,50

Recensione di Marina Mariani dal libro di Giovanni Negri 

Una indagine del Commissario Cosulich 
Giovanni Negri è giornalista e scrittore ma anche produttore di Barolo, Chardonnay e Pinot Nero. Sceglie come voce Narrante per il suo primo romanzo un commissario dal nome difficile da pronunciare quanto è difficile il suo rapporto con il mondo del vino. A Cosulich, questo è il nome del commissario, tocca indagare sull’assassinio di un famoso winemaker.

Una autentica grana non solo per la fama mondiale della vittima ma anche per l’immediata estraneità che il mondo della produzione vinicola d’alta qualità suscita nel nostro personaggio. Cosulich è astemio.
Questa particolare spirito mentale del personaggio diventa una sottile metafora di noi lettori che siamo trascinati nella complicata trama di relazioni dell’assassinato: Roberto Candido, enologo pluripremiato trovato ucciso nell’ abbazia di Sant’Antonio, tra le vigne di Montalcino, sotto un antico affresco con San Cristoforo. Il ritmo dell’indagine è scandito dai luoghi e date che il Commissario Cosulich si trova ad attraversare. Appuntamenti importanti e significativi per establishment del vino.

L’aiuto fedele dell’ispettore Mastroianni aiuta il commissario e il lettore a districarsi tra le informazioni affascinati e pregevoli sul mondo del vino che rischiano però di depistare l’attenzione del Commissario dalla pista reale. Si viene avvolti da una cacofonia di significati, simboli, informazioni storico - organolettiche, che fa sentire non capaci di d’apprezzare quella sottile magia alchemica che accompagna la fattura del buon vino. Astemi appunto. E’ un complicato giallo di vino, con troppi interessi in mezzo e non sempre puliti, un giallo che ci fa assaggiare il sapore dell’alchimia e del mistero perché forse Robert Candido si è imbattuto in cose proibite e sacrileghe.

Una verità sepolta nel cuore della terra, una verità sapienziale che risale a tempi lontani, quando nei più antichi giardini cresceva l’uva primigenia. Una verità sepolta nella terra ma anche nell’anima che, complice un lepre fugace, svelerà il mistero della scontrosità di carattere del Commissario Cosulich. Un giallo di piacevole lettura, che unisce il fascino del racconto dei luoghi più rinomati della produzione del vino (dalle terre di Barolo alla campagna toscana) ad un intreccio di tematiche culturali e produttive inerenti al mondo dei produttori di vino. Il lettore è colto da stupore e incredulità. Vero o Falso? Possibile o impossibile? Solo arrivando alla fine della storia e del libro ci sarà svelato l’arcano