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LA PRIMA COSA BELLA Stampa E-mail

CINEMA: l’occhio di una donna

Finalmente un film che non punta sul binomio sesso-violenza o non cerca di stupire con orripilanti “cose dell’altro mondo”!
Ma un film che racconta la vita, con tutte le sue sfaccettature: il bene e il male, la felicità e il dolore, il sogno e la realtà.
Un film che ci parla tra le righe del difficile rapporto tra una madre ottimista, piena di allegria e di vitalità, e un figlio musone, pessimista - forse anche perché ferito negli anni dell’infanzia - ma che alla fine si scioglie nella dolcezza dell’addio.
Il film è “La prima cosa bella” ( titolo ripreso da una canzone ), il regista è Paolo Virzì, già autore fra l’altro di un film molto originale passato quasi inosservato, “Ovosodo”, e del recente successo “Tutta la vita davanti”.
L’azione è ambientata a Livorno e si svolge in un lungo periodo di tempo, da quando la bella mamma  viene eletta Miss in un concorso di bellezza, fino al suo tramonto dopo una giornata di festa. Per questo da giovane è interpretata da una non soltanto bella Micaela Ramazzotti e in età avanzata da una insuperabile Stefania Sandrelli, come il figlio che è prima un bambino, poi un adolescente e infine un adulto, quest’ ultimo un  Valerio Mastandrea in un ruolo che sembra tagliato su misura per lui.
Intorno a loro si muove  uno stuolo di personaggi, tutti molto “veri”e credibili,  come la sorella del protagonista, Claudia Pandolfi, o l’anziano innamorato dell’ultima Sandrelli.
Il film è godibilissimo, e se si esce con il cuore un po’ gonfio è solo perché siamo ancora capaci di emozioni.
E questo è un buonissimo segno.
Gabriella Parca

Finalmente un film che non punta sul binomio sesso-violenza o non cerca di stupire con orripilanti “cose dell’altro mondo”!

Ma un film che racconta la vita, con tutte le sue sfaccettature: il bene e il male, la felicità e il dolore, il sogno e la realtà.

Un film che ci parla tra le righe del difficile rapporto tra una madre ottimista, piena di allegria e di vitalità, e un figlio musone, pessimista - forse anche perché ferito negli anni dell’infanzia - ma che alla fine si scioglie nella dolcezza dell’addio.

Il film è “La prima cosa bella” ( titolo ripreso da una canzone ), il regista è Paolo Virzì, già autore fra l’altro di un film molto originale passato quasi inosservato, “Ovosodo”, e del recente successo “Tutta la vita davanti”.

L’azione è ambientata a Livorno e si svolge in un lungo periodo di tempo, da quando la bella mamma  viene eletta Miss in un concorso di bellezza, fino al suo tramonto dopo una giornata di festa. Per questo da giovane è interpretata da una non soltanto bella Micaela Ramazzotti e in età avanzata da una insuperabile Stefania Sandrelli, come il figlio che è prima un bambino, poi un adolescente e infine un adulto, quest’ ultimo un  Valerio Mastandrea in un ruolo che sembra tagliato su misura per lui.

Intorno a loro si muove  uno stuolo di personaggi, tutti molto “veri”e credibili,  come la sorella del protagonista, Claudia Pandolfi, o l’anziano innamorato dell’ultima Sandrelli.

Il film è godibilissimo, e se si esce con il cuore un po’ gonfio è solo perché siamo ancora capaci di emozioni.

E questo è un buonissimo segno.

Recensione di Gabriella Parca