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I GIOVANI Stampa E-mail

 

Ho letto che il Ministro Brunetta vuole fare un legge che costringa i genitori a

cacciare da casa i figli quando compiono i diciotto anni.

Si è detto che è stata una provocazione. Ma per la verità, non è l’unico della

“casta” dei politici in età, di destra e di sinistra, che se la prende con i giovani.


Già Padoa Schioppa li aveva chiamati “bamboccioni.”

E questa notizia va collegata con un’altra, forse meno nota ma più inquietante:

che è vicina all’approvazione di una legge che sta per essere varata: i bambini

vanno mandati a lavorare a quindici anni. Il loro impegno di lavoro vale l’anno

di scuola dell’obbligo, cioè anziché andare a scuola, mandiamo i nostri

quindicenni a lavorare sotto padrone per assolvere l’obbligo scolastico.

E così, si completa lo smantellamento della scuola pubblica per la povera

gente... fonte di grossi spechi. Mentre i finanziamenti alla scuola privata (e

sappiamo di chi è la scuola privata in Italia), sono sacro-santi.

E poi, sentiamo in televisione preti e politici censurare le donne italiane perché

non fanno figli!

Perché devono far figli le donne?

Per mandarli a lavorare o buttarli fuori casa, diamine!

Per chi?

Per i bagni di folla dei potenti di matrice sacra e profana! E per incassare

contributi e tasse. Altrimenti andranno in tilt appannaggi e pensioni della

gente che vive troppo a lungo.

Ma dove lo trovano lavoro questi nostri figli quindicenni o diciottenni?

Oddio, non devono studiare, restano ignoranti ... potrebbero andare a

raccogliere aranci e pomodori, fare i lavori che fanno gli extracomunitari.

Così, oltre che risparmiare sulla scuola, si risolve anche il problema

dell’immigrazione e si potranno buttare a mare tutti quelli che vengono a

“rubarci” i lavori più umili.

lettera firmata

 

 

 

 

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