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RICOLLOCAMENTO AL LAVORO Stampa E-mail

michelapetoletti.jpgOutplacement - Contesto

Nella nostra società fatta di informazione e di conoscenze, immagine, rappresentanza, diventa sempre più arduo, riguardo al lavoro, poter affermare “Io sono…” o “Io sono un …”. Le nostre occupazioni/professioni sono costellazioni che si scompongono e ricompongono, in una sorta di gioco continuo anche se non sempre in termini di tempo d’impiego.
L’obiettivo degli incontri è quello, attraverso metodologie mirate, di trovare le parole per “dire” la professione che si fa, che si sa fare, che si vorrebbe fare.
Il contesto di riferimento è quello del counselling. L’approccio di tipo narrativo, centrato sulla soluzione dei problemi, supporta e accompagna la persona, che intraprende il percorso per la realizzazione di un progetto di sviluppo professionale. Il filo conduttore degli incontri è la definizione e messa appunto di un progetto professionale portata avanti dal cliente.
Da principio l’attenzione è posta su quali sono le proprie abilità e competenze che mi consentono di affrontare un cambiamento di professione. Poi vengono analizzate le proprie modalità relazionali per arrivare a ragionare sulle strategie relazionali efficaci secondo dei contesti e degli obiettivi. Infine si stende un piano degli obiettivi che si desiderano raggiungere. Nel affrontare quest’ultimo passaggio ci si focalizzerà particolarmente su quali sono, a giudizio dell’utente, gli elementi che possono facilitare o ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo finale.
Gli interventi non sono una semplice fotografia o mappatura delle esperienze dell’utente, ma un percorso di conoscenza e consapevolezza delle proprie strategie relazionali e cognitive, dei tratti personali, e dei contesti sociali e organizzativi nei quali tali capacità possono e devono essere attivate.
Struttura del processo
Gli incontri hanno la durata di un ora. Dopo il primo incontro tutti gli altri partono dal lavoro fatto a casa dall’utente e terminano con “nuovi compiti” da realizzare per l’incontro successivo. L’arco di tempo per lo svolgimento degli incontri va da 3 a 6 mesi.


Percorso
Il percorso proposto attiva un percorso esplorativo su quattro aree:
• L’area del sé
• L’area del lavoro
• L’area delle prove
• L’area del progetto

Il primo incontro è dedicato all’ascolto delle motivazioni/criticità, alla condivisione degli obiettivi, il numero degli incontri, l’arco di tempo durante il quale si svolgerà l’intervento e delle caratteristiche del percorso.
Il secondo e terzo incontro riguardano l’area del sé. Gli obiettivi di questi incontri sono:
a) ricostruire la propria storia personale;
b) tradurre in competenze le esperienze avute collegandole ad eventi ed a esempi specifici
Il quarto e quinto incontro riguarda l’area del lavoro. Gli obiettivi di questo incontro sono: completare la ricostruzione delle competenze dell’utente; aiutare ad identificare ed esplorare i propri desideri, priorità ed orientamenti personali, verificare il rapporto tra risorse personali/professionali e contesti in cui operare; identificare alcune aree professionali da esplorare e approfondire.
Il sesto incontro è l’area delle prove. E’ il momento in cui l’utente mette insieme e ricostruisce l’intero lavoro svolto attraverso la presentazione di sé e delle proprie competenze. L’attenzione è posta sull’autopresentazione come passaggio fondamentale per apprendere a presentare le proprie competenze ancorate alle esperienze concrete ad un ascoltatore terzo in un contesto organizzativo, che l’utente si può appropriare del senso e da senso al percorso fatto e lo rende comunicabile all’interno di un contesto organizzativo.

Obiettivi
1) imparare a leggere un inserzione;
2) costruire un curriculum vitae;
3) imparare a gestire un colloquio per una selezione o per una candidatura interna;
4) acquisire strumenti di lettura dei contesti e dei comportamenti organizzativi.

Il settimo incontro riguarda la definizione dell’area del progetto di sviluppo. Gli obiettivi sono: definire un progetto di sviluppo e mettere a punto il piano d’azione; completare la costruzione del profilo delle abilità e competenze, valutare la trasferibilità delle proprie esperienze a nuove aree professionali.
L’ottavo e nono incontro servono a monitorare il progetto di sviluppo e a valutare il percorso svolto. Questi avvengono a distanza di tempo piuttosto ampia dal settimo incontro. E’ un arco di tempo che viene concordato utente e consulente in modo tale da permettere all’utente di realizzare in parte o completamente il suo progetto. Obiettivo monitorare l’andamento del progetto; valutare il bilancio delle competenze. In realtà il monitoraggio vero e proprio verrà fatto via e-mail, gli incontri o l’incontro è dedicato all’esame dello stato d’avanzamento del progetto, dei risultati ottenuti, delle difficoltà riscontrate.


Strumenti

Gli strumenti utilizzati nel bilancio delle competenze appartengono a differenti tipologie, per la maggior parte provenienti dal campo della formazione per adulti, i più utilizzati sono

 

• Metodo narrativo (racconto delle proprie esperienze lavorative) e autobiografico per favorire la conoscenza di sé, come i racconti di apprendimento, le mappe cognitive o le storie di vita
• questionari di autovalutazione
• interviste di esplicitazione, intervista semistrutturata o strutturata per allenarsi ai colloqui di selezione/presentazione;
• strumenti per la messa a punto di un progetto di sviluppo personale e professionale (obiettivi, strategie, modalità, tempi e risorse)


Cassettina degli attrezzi

Il Portafoglio delle competenze è l’insieme degli elaborati prodotti durante gli incontri e a casa che testimonia il percorso d’apprendimento, in termini di consapevolezza acquisita, e può diventare memoria delle proprie sapere non solo professionale ma anche esperienziale. In quest’ottica può essere utile per la preparazione di una presentazione delle proprie competenze o della “messa in atto” delle stesse in situazioni professionali.
Il portafoglio è quindi una memoria del lavoro fatto, è diviso in una parte pubblica che conterrà in curriculum, certificati attestati, lettere di referenze, e una privata contenente tutti i materiali prodotti durante il percorso quali mappe, racconti, questionari di autovalutazione, eventuali profili redatti dal consulente, lavori fatti a casa, il progetto di sviluppo. Esso è pensato come il contenitore di un processo che non finisce con il percorso di bilancio ma continua ad essere la memoria delle proprie esperienze, registrando nel tempo il proprio processo d’apprendimento dalle esperienze di vita. Può diventare un efficace strumento per prepararsi ai colloqui di lavoro anche a distanza di tempo.

 

Basato sul bilancio delle competenze non nella loro accezione di diagnosi (se non nella misura in cui aiuta l’utente) quanto nel sostegno alla persona nel definire un progetto professionale personale


Mia