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Revolutionary Road Stampa E-mail
Recensione di Gabriella Parca
Il film “Revolutionary  Road”, candidato all’Oscar  e già vincitore di un “Globo d’oro” per la migliore attrice, del regista americano Sam Mendes,  non ha niente a che vedere con la rivoluzione nel senso classico della parola, come farebbe pensare il titolo, che invece si riferisce al nome della strada in cui abitano i protagonisti, nel verde della campagna a mezz’ora da New York. Tuttavia, qualcosa di simile ad una rivoluzione, ma in senso psicologico, avviene nelle loro vite, nel loro rapporto, ed è il fulcro della vicenda.
Il soggetto è tratto da un libro uscito oltre quarant’anni fa  ed è ambientato negli anni cinquanta, per cui si può pensare che il racconto sia un po’ datato. Ma non è così. Perché, per quanto i sentimenti e i toni siano esasperati, viene messo a fuoco un problema di coppia, che anche se cambiano i tempi, rimane sempre attuale. E’ il problema delle aspettative che non si realizzano, dei sogni forse troppo grandi che almeno uno dei partner non si rassegna a mettere da parte, della realtà che prende il posto della fantasia.
Questa coppia americana che si sente “speciale” e ha sognato una vita “speciale”, senza “la palla al piede” dei figli, che invece sono nati lo stesso (un maschio e una femmina), si accorge ben presto che le cose non vanno come loro desideravano: lei vede tramontare il suo sogno di fare l’attrice, lui, che a trent’anni passati non ha ancora scoperto qual’ è la sua vocazione, non ama il suo lavoro d’impiegato in una grande industria. E allora ecco la soluzione, proposta da lei, una bravissima Kate Winslet: trasferirsi a Parigi, dove lei farà la segretaria in un grande organismo internazionale, e lui, un altrettanto bravo Leonardo Di Caprio, libero da ogni impegno lavorativo, avrà  tutto il tempo per “guardarsi dentro” e scoprire le sue “indubbie” qualità. Sembra quasi un programma realistico, perché lei rinuncerebbe a tentare  la carriera artistica proprio nella città mitica dello spettacolo, puntando tutto su di lui, che pur riluttante accetta. Perché non avere il coraggio di cercare di trasformare  i propri sogni in realtà?
Ma a questo punto un’indesiderata gravidanza, e per lui un’ importante promozione nel lavoro, impongono una svolta, un ripensamento. Che trovano il marito abbastanza favorevole, mentre lei li vive come un tradimento, più grave addirittura di quello coniugale da lui confessato in un momento di verità. Perché conviene dirlo, questi due coniugi “speciali” sono sinceri l’uno con l’altra solo quando litigano, fingendo dopo la riappacificazione di dimenticare tutto. Invece le ferite restano, e in un coinvolgente finale si arriva dove anche la fine di un sogno non dovrebbe mai portare.