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VAGINISMO
Il vaginismo è la causa principale femminile di matrimonio non consumato, o matrimonio bianco (Graziottin 1988, 2004, Graziottin e Rovei 2007, Leiblum 2004), e più in generale di difficoltà ad avere rapporti sessuali completi.
Quando il vaginismo non è così severo da impedire la penetrazione, il rapporto è possibile ma causa dolore, bruciore e un senso di prurito pungente: si parla allora di dispareunia, presente fin dal primo tentativo di rapporto sessuale.                             Nei casi più gravi, invece, la penetrazione diviene impossibile. I ripetuti microtraumi e le microabrasioni della mucosa vaginale, causati dai tentativi di penetrazione in condizioni di secchezza vaginale, e con l’entrata vaginale “ristretta” a causa dello spasmo del muscolo che la circonda, possono poi favorire uno stato di infiammazione cronica della mucosa dell’entrata vaginale (“vestibolo”), nota come “vestibolite vulvare” (Graziottin e Brotto 2004) e caratterizzata da bruciore e rossore all’entrata della vagina e dolore ai rapporti (Engman 2007).
Il primo passo è riconoscere il problema!                                                                Molto spesso le donne affette da vaginismo hanno timore, vergogna o paura a parlarne anche con il proprio medico, e lasciano passare molto tempo prima di rivolgersi ad un professionista. Questo influenza negativamente il rapporto con il proprio corpo, con il partner e con il desiderio di gravidanza.                               Risulta pertanto, fondamentale una diagnosi precoce per iniziare tempestivamente il percorso terapeutico.
Le cause che possono determinare un vaginismo sono molteplici e multifattoriali, da ricercare non solo nella storia clinica della donna, ma anche nell'ambito psicologico, socio-economico e relazionale.
Tra le cause fisiche si riscontrano: eccessiva rigidità dell’imene, resti imenali dolorosi, endometriosi, atrofia senile della vagina, tumori pelvici, malattie infiammatorie delle pelvi.
È indicato, quindi, iniziare il trattamento psicologico del vaginismo dopo la remissione della patologia fisica, al fine di avere una prognosi favorevole.
Tra i fattori psicologici che  sono alla base dello sviluppo del vaginismo si annoverano: traumi precedenti (abuso fisico e/o sessuale), malattie insorte durante l’infanzia (trattamenti invasivi ripetuti), informazione sessuale inadeguata, rigida educazione familiare e/o religiosa (paura del proprio corpo e del suo funzionamento, terrore della penetrazione in quanto ‘sconosciuta’, o di provare dolore, con il risultato che la persona è sessualmente inibita), atteggiamenti di ipercontrollo, incapacità di rilassarsi, reazione secondaria alla dispareunia, scarso o nullo desiderio fino all’avversione per la gravidanza, disfunzione sessuale maschile (vi è una frequente associazione tra vaginismo nella donna e disturbo dell’erezione nell’uomo; il vaginismo sarebbe, in questo caso, preceduto da ripetute e frustranti esperienze di penetrazioni impossibili)omofobia interiorizzata.
Il percorso terapeutico prevede un approccio integrato e personalizzato.
Occorre, innanzitutto, fissare un appuntamento per un esame pelvico approfondito con un ginecologo in modo da escludere possibili cause organiche.
Il trattamento di scelta è un programma terapeutico estensivo che combini l'aspetto psicologico con l'ambito riabilitativo.
Ambito psicologico-sessuologico: analisi e ristrutturazione cognitiva dei fattori psico-sociali che hanno contribuito all’insorgenza e al mantenimento del disturbo. Educazione sull'anatomia sessuale e del ciclo di risposta sessuale (fasi del funzionamento erotico), comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale, esame delle credenze e dei miti comuni inerenti il sesso, ecc.;training di rilassamento, tecniche comportamentali, analisi delle dinamiche di coppia e delle modalità di gestione del rapporto sessuale da parte del partner
Ambito riabilitativo: conoscenza dell'anatomia riproduttiva, tecniche di rilassamento, miglioramento della consapevolezza del proprio corpo (esplorazione visiva e cinestesica), chinesiterapia pelvi perineale (ad esempio gli esercizi di Kegel per tonificare e rafforzare i muscoli che formano il pavimento pelvico: infatti, la salute e il benessere di questi muscoli giocano un ruolo vitale nell’eccitazione sessuale e nell’orgasmo, come pure in altre funzioni corporee), biofeedback per migliorare la percezione perineale, dilatatori vaginali e programmazione della terapia domiciliare.
Ostetrica Monica Fagioli
Esperta in riabilitazione del pavimento pelvico

Il vaginismo è un disturbo sessuale caratterizzato da una contrazione muscolare riflessa, e quindi involontaria, dei muscoli che circondano la vagina, e da paura e angoscia della penetrazione  associate a variabile fobia del rapporto (Graziottin 2007). 

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MOXIBUSTIONE PER IL RIVOLGIMENTO DEL FETO PODALICO

Durante la gravidanza il feto assume la posizione cefalica orientativamente dal settimo mese in poi; la presentazione podalica del feto al termine della gestazione si verifica nel  3-5% delle gravidanze e, di norma, è considerata indicazione al taglio cesareo.

La moxibustione è un trattamento tradizionale cinese che consiste nella stimolazione dei punti di agopuntura mediante il calore generato dalla combustione di uno stick di Artemisia. Da tempi antichi la medicina tradizionale cinese (MTC) propone la moxibustione del punto di agopuntura BL 67 (Zhiyin) per indurre il rivolgimento spontaneo dei feti in presentazione podalica. Il punto BL 67 si trova sul margine esterno del piede presso l’angolo ungueale del 5° dito.
A partire dagli anni ’70, alcuni studi clinici non randomizzati sono stati eseguiti in Cina e poi in Italia su questo argomento. Un trial condotto in Italia sull’efficacia dell’agopuntura-moxibustione (tecnica che richiede l’intervento di un agopuntore), ha dato risultati incoraggianti. La revisione sistematica della Cochrane Collaboration sull’argomento ”Moxibustion for breech presentation” conclude che la moxibustione potrebbe essere utile per ridurre il bisogno di rivolgimento per manovre esterne (RR 0.47, 95% CI 0.33 to 0.66) e che, data l’insufficienza delle evidenze disponibili, ulteriori studi sono necessari. Per concludere, le Linee Guida del New Zeeland Guidelines Group per le cure alle donne con presentazione podalica consigliano l’offerta della Moxibustione alle donne con presentazione podalica a partire da 32 settimane.
La moxa viene applicata su entrambi i piedi per 15 minuti una volta al giorno per circa 7-10 giorni totali. Dopodiché si esegue un monitoraggio ecografico della posizione del feto e poi, se la posizione non si è corretta si ripete il trattamento per altri 7-10 giorni.
La moxa o moxibustione è un trattamento della medicina orientale che può essere utilizzato senza controindicazioni per stimolare il feto a posizionarsi correttamente nell'utero materno in vista della nascita.
Questo trattamento ha successo nel 70-90% dei casi, viene eseguita da un'ostetrica esperta dalla 32° settimana di gravidanza.
Secondo la teoria della medicina cinese, la moxa ha un effetto tonificante, e il riscaldamento che produce fa si, che si abbia il movimento uterino. Questo effetto è utilizzato come input per il bambino a fare una capriola su se stesso.
La moxibustione è un trattamento sicuro e non invasivo sorprendentemente efficace per le donne che vogliono tentare di far girare il bambino in modo naturale e di evitare il cesareo.
È importante che durante la pratica la mamma stia sdraiata preferibilmente con dei cuscini  sotto il bacino, per facilitare i movimenti fetali.
Dopo il trattamento sarebbe opportuno mantenere i piedi caldi, camminare un po', non fare lavori pesanti o esercizi ginnici eccessivi e non bere bevande fredde fino al giorno. successivo.
(www.saperidoc.it)
Presso il Centro Progetti Donna è disponibile il servizio di moxa per rivolgimento del feto podalico gestito dall'ostetrica.
Per informazioni rivolgersi alla segreteria del CPD: tel 02861145 mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Durante la gravidanza il feto assume la posizione cefalica orientativamente dal settimo mese in poi; la presentazione podalica del feto al termine della gestazione si verifica nel  3-5% delle gravidanze e, di norma, è considerata indicazione al taglio cesareo.

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CORSO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA

Un percorso per condividere, conoscere e vivere serenamente la dolce attesa.
Il prossimo corso inizia il 4 Settembre

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CORSO DI MASSAGGIO NEONATALE

Massaggiare i piccoli è un immenso gesto d'amore con importanti benefici per il bambino.

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