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Femminismo
L’avventurosa Storia del femminismo - Introduzione | Stampa |
di Gabriella Parca
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Milano - Prima edizione Collana Aperta maggio 1976
Seconda Edizione Oscar Mondadori marzo 1981
Terza edizione - Copyright by Gabriella Parca - www.cpdonna.it
Scarica la versione completa in formato pdf
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L’imparità dei sessi - Capitolo I | Stampa |
Il mondo in cui viviamo è ancora oggi, all’inizio del terzo millennio, un modo dominato dal sesso maschile. Uomini sono – nella stragrande maggioranza – i politici e gli industriali, i preti e i sindacalisti, i gli alti funzionari dello stato e i direttori dei giornali, i ministri e i generali, gli ambasciatori e…Ma perché continuare? Con una sola frase si può dire che il “potere” è in mani maschili, anche se evidentemente non tutti gli uomini hanno in mano il potere.

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L'origine dell'imparità - Capitolo II | Stampa |
Non mancano le teorie per spiegare come ha avuto origine l'mparità fra i sessi. La più valida sembra però quella di carattere antropologico-culturale, che l'attribuisce alla tradizionale divisione dei ruoli, secondo cui la donna deve stare in casa a occuparsi della famiglia, mentre l'uomo deve provvedere ad essa con il suo lavoro.
Presso le popolazioni primitive i due ruoli avevano uguale valore, anzi, con tutta probabilità, quello femminile era considerato più importante, perché attraverso la maternità era strettamente legato alla conservazione della specie. Infatti le società primitive che si sono conosciute e studiate erano matrilineari, ossia la discendenza era calcolata in base alla madre, che dei due genitori era la sola certa.

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Le prime avvisaglie - Capitolo III | Stampa |
Come ogni grande battaglia, anche questa per il voto preceduta da una lunga preparazione. La prima donna che "osò" chiedere di poter votare fu un'americana, Margaret Brent, che nel lontano 1647 avanzò la sua richiesta nella città di Maryland.
In quel periodo infuriava la caccia alle streghe, che venivano arse vive sul rogo non appena erano sospettate di avere a che fare col maligno, e fu già molto che la Brent non facesse la stessa fine. Comunque, si ebbe un bel rifiuto e la finì lì. Ma già qualche anno prima, nel 1640, un'altra americana, Anne Hutchinson, aveva sollevato il problema della parità dei diritti fra uomini e donne, affermando che anche queste dovevano avere voce in capitolo all'interno della chiesa puritana, a cui apparteneva.

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La lotta per il lavoro negli USA - Capitolo IV | Stampa |
Come la prima donna che osò chiedere il voto fu americana, così il primo movimento organizzato per avanzare tale richiesta sorse negli Stati Uniti. Ma passarono giusto due secoli fra i due avvenimenti, e l'occasione la fornì un'altra battaglia già in corso, con obiettivi assai simili: quella per l'abolizione della schiavitù. Come è noto, negli Stati del Sud esistevano milioni di schiavi negri nelle piantagioni di cotone, trattati non da esseri umani ma come bestie: brutalizzati, venduti, umiliati dai loro padroni bianchi, dopo che altri bianchi, i negrieri, li avevano strappati con la forza dai loro paesi africani e portati in catene al di là dell'oceano.

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La strategia di Miss Anthony - Capitolo V | Stampa |
Nel 1850 si tenne a Worcester il I Congresso nazionale per i diritti femminili, e da allora si ripeté ogni anno fino al 1860, mentre altre riunioni si organizzavano in molte città. Sembrava che le donne avessero scoperto finalmente la necessità di incontrarsi per discutere pubblicamente, chiarirsi le idee e fare dei programmi. Nel registrare questo fenomeno, del tutto nuovo per quei tempi, i giornali scrissero che le donne non sapevano far altro che parlare, ma poi a poco a poco il loro atteggiamento cambiò, anche se non divenne mai molto tenero. Esse ebbero dalla loro parte solo la stampa abolizionista e quella femminile, che era generalmente redatta da donne, come lo Woman's Advocate che apparteneva a un gruppo femminista e rifiutava qualsiasi collaborazione maschile.

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La grande delusione - Capitolo VI | Stampa |
Quando scoppiò la guerra tra Nord e Sud, quella guerra che doveva portare nel 1865 all'abolizione della schiavitù, le femministe si riunirono di nuovo a congresso e diedero vita alla Lega nazionale delle donne patriote, mettendosi al servizio del loro paese. Conviene ricordare che il movimento femminile era nato e si era sviluppato esclusivamente negli stati del Nord, per cui non ci furono scissioni o conflitti all'interno di esso. Del resto le donne non partecipavano ad azioni di guerra, ma assistevano i feriti e soprattutto sostituivano gli uomini nei posti di lavoro.

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