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I Movimenti Femminili nei Partiti Politici - Introduzione |
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Il nostro contributo al dibattito sulle donne in politica. Un piccolo saggio tratto da lezioni di Giovanna Chiara all’Università Insubria, nel corso sulle “Pari Opportunità”, dal tema:
I Movimenti Femminili nei Partiti Politici
La pubblicazione si articolerà in cinque parti: Introduzione, Donne nella Costituente, Il movimento femminista, Le donne nella crisi dei partiti, Le donne nella globalizzazione. Di seguito vi proponiamo la prima parte.
Introduzione
Ritengo che sia opportuno prima di entrare nel merito della storia italiana dei movimenti femminili, focalizzare il processo di quella che appare la più profonda rivoluzione di tutti i tempi, la COMPARSA delle donne, come genere, nella “politica”, e cioè nel rapporto di potere tra governanti e governati.
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2 - Le donne nella Costituente |
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Prosegue il nostro contributo al dibattito sulle donne in politica, con la pubblicazione del piccolo saggio:
I MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI
Seconda Parte - Le Donne nella Costituente
Pochi mesi prima della conclusione del secondo conflitto mondiale, il secondo governo Bonomi - su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi - con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945: "Estensione alle donne del diritto di voto", introduceva in Italia il suffragio universale anche per le donne.
Si è detto, affrettatamente, che il voto alle donne era stato concesso dall'alto.
Ma le donne "c'erano" nella resistenza e poi "ci sono state" nella "ricostruzione".
Avevano combattuto in prima linea e nelle retrovie, avevano avuto un
ruolo determinante nelle fabbriche e nella società civile dove avevano
sostituito gli uomini richiamati al fronte, avevano organizzato gli
scioperi e la resistenza.
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3 - I Partiti e il Movimento Femminista |
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Prosegue il nostro contributo al dibattito sulle donne in politica, con la pubblicazione del piccolo saggio:
I MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI
Terza Parte - I Partiti e il Movimento Femminista
La vera critica al "ruolo femminile", come contestazione alla subordinazione della donna nella famiglia e nella società, si manifesta a partire dal 1963, con l'uscita del libro di Betty Friedan “Mistica della femminilità”.
Il cuore della denuncia riguarda l'oppressione economica, giuridica e soprattutto psicologica, che grava sulle donne come sesso, e comprende la rivendicazione della libertà sessuale.
Le donne prendevano la parola sul proprio corpo, cosa del tutto inedita, vista la loro educazione al silenzio su questo argomento.
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4 - La crisi dei partiti e la terza ondata del Movimento Femminista |
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Prosegue il nostro contributo al dibattito sulle donne in politica, con la pubblicazione del piccolo saggio:
I MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI
Parte quarta - La crisi dei partiti e la terza ondata del Movimento Femminista
La crisi scoppia prendendo avvio nel 1992, quando Mario Chiesa, presidente dell'Ipab Pio Albergo Trivulzio di Milano, viene arrestato in flagranza di reato, colto a ritirare "la mazzetta" per l'appalto delle pulizie.
Con questo arresto inizia "Tangentopoli": e da qui si consuma la dissoluzione della DC, la scomparsa del PSI e di alcuni partiti laici, coinvolti nel "sistema" della corruzione per il finanziamento occulto dei partiti, con ricadute corruttive personali sui dirigenti dei partiti.
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5 - Le "quote rosa" i partiti e la globalizzazione |
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Prosegue il nostro contributo al dibattito sulle donne in politica, con la pubblicazione del piccolo saggio:
I MOVIMENTI FEMMINILI NEI PARTITI POLITICI
Parte quinta - Le "quote rosa" i partiti e la globalizzazione
Il cuore della rivendicazione delle cosiddette "quote rosa" consiste nel garantirne alle donne un'adeguata rappresentanza nelle sedi istituzionali, favorendo la loro partecipazione attiva alla vita politica del Paese. Per l'attuazione di tale obiettivo occorre che un certo numero di candidate, di sesso femminile, debba essere obbligatoriamente inserito nelle liste
elettorali per poi agevolare e sostenere la loro elezione.
Nell'Unione europea, la Carta dei diritti fondamentali stabilisce che "il
principio della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che
prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato".
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